Ragione e Sentimento, Amore, Io e Te. Proprio oggi notavo questi titoli troneggiare inspiegabilmente sul mio comodino. Casualità o diabolico inconscio?
Sarà l'Autunno. Consapevole di essere impopolare e politically incorrect, non ho paura di esprimere qui sopra che ultimamente mi riesce difficile gioire per gli altri, soprattutto a livello sentimentale. Non ce la faccio a condividere i cuoricini negli occhi di molte persone che mi circondano e che mi costringono a conversazioni fatte di "Ma lo sai ieri cos'è successo? Dai Indovinaaaa", oppure "IeriSiamoAndatiAbbiamoFattoE'TuttoBellissimo". Proprio no, non è il periodo, pensate quello che volete. Anche che sono acida, ci sono abituata. [Per chiarezza, tutto ciò non ha a che fare con il lieto evento capitato alla mia carissima amica DindoloM, il quale mi rende felicissima e impaziente di raggiungerla in Spagna per darle un mega abbraccio!!]
Ora mi spiego perchè, dopo aver cercato voli per Palma de Mallorca su eDreams, nei giorni successivi mi comparivano i banner con le proposte di volo Pisa-Palma...alquanto curioso..
Son tornata perchè ho qualcosa da dire. Avevo semplicemente bisogno di riempire la testa con argomenti, sensazioni ed emozioni nuove. In un mese ho fatto due viaggi molto importanti, il primo è stato un viaggio di lavoro visto che ho accompagnato 12 dei miei (ex) alunni in vacanza studio in Inghilterra; il secondo è stato un viaggio di piacere alla scoperta delle molteplici variazioni di verde che esistono in Irlanda. Quello in Irlanda è stato addirittura un "percorso" o "tappa" di un viaggio iniziato anni fa. Niente a che vedere col paesaggio, tutto a che vedere con me stessa. E' tutto e solo mio e sono contenta di ciò. Nello specifico non era stato organizzato con precisione, quel che era certo era solo la data di partenza e quella di ritorno, la compagnia e la prima destinazione (Dublino), quel che c'è stato nel mezzo è stato frutto del mio sentire. Mi hanno dato di coraggiosa, perchè in qualche modo stavo andando incontro a un insieme di sensazioni difficili da gestire (il passato si sa è sempre un bel macigno) ma sono stata contenta di me stessa e certi momenti o certe parole che solo un paio di anni fa mi avrebbero abbattuto, mi hanno solo fatto sorridere, se non sghignazzare. Ho capito l'importanza di dare rispetto al tempo, di non chiederne di più, di non delegarne ad altri la gestione. Satisfecha, por fin.
Periodo di leggerezza. Credevo di non essere più capace nemmeno di scorgerla da lontano e invece adesso, nonostante la pioggia insista sui vetri della mia finestra, ho in testa il sole e la musica. Sono tornata a vivermi i weekend fin dal primo minuto e stranamente quest'estate mi si presenta già organizzata per più del 50%. Roba che non accadeva da anni. La testa ancora presenta qualche fardello invernale ma sarà facile lasciarlo in qualche cassetto, insieme alle calze pesanti. Uyè!
( Listening to: The Specials - A Message to you Rudy)
Mia madre è socia di un supermercato molto diffuso nel centro Italia, indi riceviamo con cadenza bimestrale una rivista che ci ragguaglia sui prodotti in offerta e su cosa succede di interessante nella nostra regione. Lo trovo spesso interessante, come del resto è per me l'etica di fondo di questa catena di supermercati, ma non è di questo che voglio parlare, tantomeno fare pubblicità. Nell'ultimo numero c'era però una presentazione di un articolo che mi ha lasciato perplessa. Prima però una doverosa premessabarramenata.
Ora, capisco che noi donne siamo sensibili ai temi della vita e che abbiamo dentro di noi una spinta vitale a volte maggiore di quella degli uomini, capisco altresì che in quei giorni siamo anche capaci di toglierla la vita a qualcuno se ci gira male. Il nostro rapporto con tutto quello che è bio o eco (etimologicamente parlando) è quindi chiaro come il sole, e il solo fatto che si dica "Madre Natura" sembra addiritttura un' informazione superflua. Però, adesso, che mi si venga a dire che noi giovani pulzelle che tanto diamo al mondo, saremmo anche colpevoli di gran parte dell'inquinamento terrestre causato dall'utilizzo di assorbenti o tamponi igienici, proprio non riesco ad accettarlo. Attenzione, calma: lo comprendo ma non lo accetto come principio. Qui si gioca sul leggendario senso di colpa di noi giovani donnine devote al sacrificio.
Ebbene sì, 'sta specie di Coppa dei Campioni senza manici è l'ultima frontiera dell'igiene intima per quanto riguarda i prodotti per il ciclo mestruale, chiunque fosse interessata (ma anche interessato, tanto si sa che questo è un mondo che incuriosisce anche l'uomo) può trovare informazioni qui. Devo dire la verità, il discorso dell'inquinamento e della riduzione dei rifiuti mi può anche trovare d'accordo ma spulciando su internet sono venuta a sapere che noi donne, grazie a questo prodotto (Menstrual Cup) saremmo capaci anche di fertilizzare le piante di casa. Eh no, cavoli.
Mi aspetto che questo link prima o poi non compaia più, ma nel frattempo divulgo. Non so, sento nella voce di Augias anche un velo di commozione mista a rabbia.
Ti ho conosciuto Sabato sera; Domenica pomeriggio mi avevi già mandato due messaggi; Lunedì mattina mi hai augurato buona settimana, ribadendolo Lunedì sera; Martedì all'ora di pranzo mi saluti avventurandoti in un Inglese a dir poco agghiacciante; Mercoledì mi chiami all'ora di cena- grrr- e mi richiami dopo 40 minuti per sapere se avevo cenato; Giovedì dopo cena mi fai uno squillo- ma quanti anni hai??-; Venerdì mattinal'sms in rimabaciata è come un dritto in pieno stomaco e per assicurarti di averlo assestato bene mi richiami alle 22.
Ore 23:51 il mio messaggio è chiaro, almeno per me: "Ti sento sempre molto entusiasta ma io non me la sento di andare oltre. Mi dispiace. Ciao"
Allora ditelo..mi carico a pallettoni di entusiasmo per tornare in piscina dopo un mese di assenza e di magnate stratosferiche accumulate, e non posso andarci perchè nevica e fa un freddo cane! Umpf! Spinta da altrettanto entusiasmo mi trovo qui a scrivere il primo post dell'anno, il quale sicuramente avrà poco senso. Se è vero, quindi, che ciò che succede i primi giorni di Gennaio rispecchia quello che succederà nel corso dell'anno allora sono a cavallo: mi troverò spiazzata dalle circostanze esterne e ogni mio piano o aspettativa salterà, costringendomi a fare altro in una maniera un po' superficiale perchè non preventivata. ... Sempre in riferimento al pensiero di cui sopra (ah perchè tu lo chiami pensiero quello?) se tanto mi dà tantosono messa male anche dal punto di vista musicale. Inspiegabilmente mi sto dando all'ascolto di pezzi comunemente disprezzati e ahimè :) definiti "tamarri", "truzzi" o semplicemente "pacco". Tutto ciò non credo abbia una spiegazione precisa se non quella che da 3 mesi a questa parte ho a che fare con dei pivelli che definiscono hip-hop questa roba e non sanno chi sia Fantozzi. Ci sta benissimo, ma anche no! Credo sia una fase conclamata di regressione cerebrale! Già a Capodanno avevo capitolato con Usher, 50Cent, i Black Eyed Peas e l'immancabile Lady GaGa; sabato sera, poi, per una serie di circostanze fortuite mi son ritrovata a ballare con deciso trasporto roba come questa dispiacendomi di non essermi potuta scatenare al suono di quello che adesso per me è diventato l'emblema del mio ritrovato essere dance:
Notte insonne, troppi pensieri, o forse solo uno, il solito, chissà. Sveglia, snooze, dopo 5 minuti suona di nuovo, ancora un po', no devi fare le fotocopie per il compito in 3E e non hai mai tempo, uff, via mi alzerò. Però bene, dai, è venerdì, ed è il venerdì che aspettavo da Luglio. Parto, ringrazio ancora le colleghe della commisione orario che il Venerdì mi fanno iniziare alle 10. Timbro cartellino, entrata ore 9.34. Pronto? Sì, ok, la passo a ritirare stasera prima delle 19, meno male via. Fotocopie 3E, fotocopie alternative per i 5 ragazzi cinesi di 3E, oggi gli va bene, niente fila A e fila B, ma Santi non deve muovere il collo di un millimetro, altrimenti glielo graffio. Ricevimento genitori, sì certo, con un po' più di attenzione in classe, signora, suo figlio potrebbe arrivare molto più in alto di questo 4; sì signora, la capisco, sua figlia va stimolata continuamente ma io ne ho altri 23 in classe, certamente, sìsì, il cambio dalle elementari alle medie può risultare traumatico (???); guardi, a me non piace parlare della classe in generale, quindi andiamo al dunque: non ci siamo! Son le 14, parrucchiera, prima però devo mangiare qualcosa altrimenti schianto, ok, un mandarino può andare, però, dai, bello questo nuovo centro commerciale. Salve, volevo fare un taglio "impegnativo" avete posto? Certo, niente bancomat, lo sportello per prelevare è dall'altra parte del centro commerciale, mi perdo, vai ci sono. Taglia! Parecchio! Via, Via, sì sì ciuffo spettinato, colpi di sole ramati, massaggia, shampoo, crema, aspetta 25 minuti, taglia ancora, belloccio questo parrucchiere, chissà se è etero?c'ho una cofana di pellicola trasparente in capo ed entra il capo non so di che: un giovinastro caruccio somigliante a Filippo Nigro dei Ris, e io ho la cofana in testa coi sunlight. Te pareva. Tre ore dal parrucchiere, ho il sedere quadrato e il collo bagnato. Corro, riporta la macchina di cortesia alla concessionaria, ritiro la mia, slalom, traffico, rotonde, ma quante rotonde in questa città. Casa di corsa, mangio un panino, alle 20.30 appuntamento a Firenze con Sid ed Elena. Parto con la piega nuova. Piove, no! Torno indietro a prendere l'umbrella, perdo minuti, traffico in entrata a Firenze, ma che c'è? La partita? Non può essere, è venerdì, boh. Arrivo, ci sono, sarei in orario se potessi lasciare la macchina in mezzo alla strada, invece devo parcheggiare, tranquilla Calanta, c'è ancora il gruppo di supporto, ok, un postoooo, mioooo, parcheggio bus turistici? 3 macchine insieme a me, all'unisono mettiamo la freccia e via, sembra la scena del "Padrino". Entro, ci sono, 21.05, come ho fatto non lo so, strappa biglietto, dove ci mettiamo? Per me è uguale, tanto io non vedo una cippa dovunque mi metta, son qui per far presenza. Nell'attesa prendiamoci una birretta, quanti inglesi, che bella atmosfera, quanta gente. Non vedo una mazza. 21.38. Eccolooooo! Uuuuuuoooo! Calanta, quello è il chitarrista! Ah. Mi guardo in giro, chissà dov'è Daniel: su Facebook mi aveva detto che ci sarebbe stato anche lui. Eh, ma stavolta è lui davvero quello sul palco!Yeeeesss! Io ai concerti mi trasformo in cheerleader, non so perchè. Sale storto come sempre ma affascinante come al solito. Sid, in nome di non so che, sostiene che stia bevendo Jagermeister..Secondo me è un buon Chianti! Come dici? Ha le scarpe di cuoio? Embè?! Fa folk. Si parte, mi sposto quà e là per fare qualche foto, ci riesco, ballo con sconosciuti. Che sta cantando? "Caruso" di Lucio Dalla? Te voje bbene assaiiii! Che Grande!..senti là, ci ha attaccato "Candy". Torno dalle mie compagne, balliamo, cantiamo, cicchino, respiro, rientriamo, e arriva la mia preferita:
Ne è valsa la pena.. Il filmato non è mio, l'ho trovato su YouTube. Però è del concerto di cui sopra.
..Quello vero, quello su cui dovrei scrivere via via le lezioni e gli argomenti fatti in classe, credo sia fermo al 25 Ottobre. Qui invece non posso esimermi dall'elencare le perle di saggezza con cui i miei aluni mi impreziosiscono le giornate:
Si può essere teenagers anche alla tenera età di 119 anni. E io che mi lamento del mio trentino.
Calanta (versione teacher) alle prese con la domanda How long does it take you to come to school?. Le risposte mi lasciavano un po' perplessa: chi mi diceva 1 km, 800 metres.. Al che decido di ribadire qualcosa che forse ai ragazzi sfuggiva: "In questa frase How long non dà importanza alla lunghezza ma alla durata!".... L. dal fondo risponde: "Prof, è quello che dico sempre alle ragazze!!" Cos'è il genio?
Mushroom è ovviamente una stanza della casa (insieme a living room, bedroom, bathroom, ecc.)
Per la serie "L'importante è l'incipit": Dear Jane, as you are?
Calanta chiede: "Scusa Camilla, se un oggetto in Inglese è chiamato it , due oggetti come li chiamerai?" "ITS!!". Ovvio, che domande!
(Listening to: Tavares - Heaven must be missing an angel)
Ti aspetto e ogni giorno mi spengo poco per volta e ho dimenticato il tuo volto. Mi chiedono se la mia disperazione sia pari alla tua assenza no, è qualcosa di più: è un gesto di morte fissa che non ti so regalare.
Per un anno alle superiori presi parte al laboratorio teatrale organizzato apposta per le scuole. Mi convinse quasi subito la mia pazza compagna di banco di allora; oddio, non mi convinse, quando passò fra i banchi il foglio di partecipazione portato dalla solita bidella svogliata, la pazza lo prese e automaticamente scrisse il suo e il mio nome. Non ebbi scelta, mi dovetti fidare. Indubbiamente fu divertente, conobbi un sacco di gente ed ebbi la possibilità, non considerata precedentemente, di vedere il mio corpo come uno strumento per la liberazione delle mie emozioni e sensazioni e non come un ostacolo o come una protezione (la voce narrante qui si lascia andare ad un imbarazzato colpo di tosse). Avendo a che fare con degli adolescenti, il regista pensò bene di offrire come tema dello spettacolo l'Amore. Panico. Non avevo studiato, non ero abbastanza preparata. Mi volevo giustificare o parlare dell'Unità di Italia. Niente da fare, nel corso dell'anno ognuno di noi doveva pensare, scrivere e rappresentare il proprio pezzo. L'adattamento scenico e la resa teatrale sarebbe stata poi a discrezione del regista. La mia amica pazza aveva ovviamente mille fonti a cui ispirarsi; al contrario la mia vita sociale da"ragazza di periferia" cresciuta in cortile con gli stessi amici fraterni di sempre, poteva solo essere un'appendice a lato della sua. (da leggere con tono dimesso) Va da sè che il giorno dopo a scuola si presentò con le idee chiare e con mezzo testo già scritto. Per la prima volta in vita mia, mi trovavo ogni sera a combattere contro un foglio che voleva rimanere bianco. Non che non avessi anche io modeste fonti a cui ispirarmi, solo non erano così importanti e forti da poterci costruire un pezzo sopra. Sforzandomi trovai una costante alquanto curiosa, pertanto decisi che il mio pezzo non sarebbe stato una narrazione ma una rilettura tragicomica delle mie vicende amorose (Capirai!..ehm). Ovviamente mandai nei matti il regista, il quale si era trovato davanti storie struggenti e catastrofiche, quella della pazza in primis, e aveva già deciso che lo spettacolo sarebbe dovuto essere lo specchio dell'angoscia adolescenziale verso l'amore. Vagava infatti per il palco inveendo e urlando: "Mi dite ora dove la metto la SuperDonna Invisibile?"
"... Ma forse questo cittadino qui è un po' più uguale degli altri.."
Assurdo vedere ristabilito dalla Corte Costituzionale un principio fondamentale di uno Stato di Diritto, ossia l'uguaglianza di ogni cittadino davanti alla legge. Adesso voglio proprio vedere cosa fa Silvio. Tocca vendere il Milan a Gheddafi, eh?
(Listening to: Elio e le Storie Tese - Discomusic)