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Sunday, 8 February 2009

"Come a Forrest Gap"

Pioveva a secchiate, io sul bus e lui a piedi a rincorrerlo.
Timido cenno di supplica rivolto all'autista per fermarsi alla prossima fermata. Sì sì, tra 200 metri, in fondo alla via, prima della curva.
Stoico, non si arrende, chiude per bene il giubbotto e parte. Sembra Forrest Gump, i passeggeri dal fondo del bus lo osservano e- forse- lo incitano. Sfortuna vuole che il bus prenda un verde al semaforo mentre Forrest è costretto a fermarsi dall'omino rosso impettito. Impaziente rischia di venire investito dalle macchine perchè si lancia letteralmente in mezzo a Viale Belfiore alle 19.30 di un Sabato piovoso. Non accenna ad arrestare la sua folle corsa. Deve tornare a casa. Dopo il semaforo la strada è ancora lunga, ancora 150 metri. Noi passeggeri fortunati assistiamo alla grande prova mentre l'autista accelera e decellera sadicamente.
Finalmente arriviamo alla fermata, noi. Regna il silenzio, chi è seduto vicino all'autista non può vedere se il mitico ce la sta facendo o meno, quindi spera di scorgere sul viso degli altri almeno un cenno di sorriso.
Si sente aprire la porta del retro, echi di pioggia. Ce l'ha fatta, è salvo.
Applauso scrosciante, una vera ovazione.

(Listening to: Ella Fitzgerald - Fever)

Thursday, 11 December 2008

Un tranvìa llamado vergüenza

Non devo ascoltare musica quando sono sull'autobus, specialmente quando è abbastanza affollato.
Se da un lato mi rilassa dopo una giornata piena di compiti, lezioni, pischelli e lesson plans, dall'altro mi entusiasma. Sempre. Troppo.
Si vede che la mia voce, che non ha modo per il momento di sfogarsi a lezione di canto, preme per uscire.
Finché capita mentre cammino, credo non arrechi chissà che danno o disturbo. Anzi, settimana scorsa una nonnina s'è girata e mi ha sorriso.
Eh.
Purtroppo questa mia insostenibile voglia di leggerezza mi coglie all'improvviso nei momenti meno opportuni, proprio quando so che non devo farlo.
Non ci sono dubbi, infatti, che l'autobus di stasera non fosse proprio il momento più adatto per canticchiare il finale di Happy Ending di Mika. ("Little bit of love, Little bit of love, Little bit of love, Little bit of love" ....)
A maggior ragione quando dietro di me- ma l'ho scoperto solo dopo- c'é il tipo che sto coraggiosamente puntando da circa un mese e col quale ero sicura di essere arrivata a ottimi risultati such as: piede pestato nella folla (il mio, ovvio); grande ronfata (la sua) quando una volta ci trovammo seduti accanto; sarcastica risatina (ancora la sua) quando mi cadde il quadernone nel corridoio del bus e per chissà quale legge della fisica la foto dell'ultima campagna pubblicitaria di David Beckham per Armani regalatami da una mia compagna di corso andò a finire proprio vicino ai suoi piedi.

Niente da fare.

(Listening to: Terence Trent D'Arby - Wishing Well)

Thursday, 13 November 2008

Take it easy...whatever it is

Già da un paio di mattine prendo il bus in un orario diverso dal solito. Entrambe le volte ho visto che lo conduceva un autista che già incontravo spesso ai tempi delle scuole superiori.
Sebbene non lo conoscessi bene, mi ricordavo di lui come "l'autista più simpatico del mondo", ovvero il classico conducente allegro con una battuta per chiunque. Da come vi si relaziona, sembra che conosca tutti da una vita e le sue parole sono sempre caratterizzate da uno spiccato accento pratese stranamente non strasciHato.
Capita quindi che, una volta giunto alla fermata e aperto le porte del bus, dica ai passeggeri: "Gnamo, si va alla stazione, vai!", oppure saluti un signore chiamandolo Gilardino, quando magari il signore non rappresenta il massimo della prestanza fisica. Per non parlare di quante volte suoni il clacson per salutare amci o colleghi.
I siparietti migliori sono indubbiamente quelli coi cinesi (in pratica uno su due se abiti nella provincia di Prato). Giuro di aver assistito a questo scambio di battute:

Passeggero cinese: "Va a SLISGI?"
Autista (sottovoce rivolto a me): "Lei, signorina, che ha capito qualcosa?"
Al mio "No, mi dispiace" l'autista ci riprova.
Autista:
"Non capisco, intanto monta si va a Prato, vai, poi mi spieghi tutto" - io ero già piegata al solo pensiero di come potesse andare avanti la conversazione dopo un tale esordio..
Passeggero cinese: "Va a SLISGI?"
... ...
Autista: "L' ICI? ... Guarda che l'ICI l'hanno levata, un la dei più pagare, tu ti sbagli!"
Passeggero cinese: "No, no pagale ISGI, io slisgi, PanoLama!!"
Autista, chinandosi sul volante dal ridere: "Aaaah, I GIGLI, tu vvoi andare a 'Gigli!! Aveo capio tu volei andare a paga' l'ICI, abbi pazienza!"
...
Seguono varie indicazioni sulle linee di autobus per raggiungere il famoso Centro Commerciale "I Gigli". Il passeggero cinese annuisce fiero di aver capito, l'autista è convinto di essersi spiegato.
Ovviamente il passeggero cinese, una volta sceso dal bus, si dirige esattamente dalla parte opposta a quella indicatogli dall'autista che, osservandolo, afferma: "Oh, e son tremendi, quando si mettono in testa una cosa non li smuovi! L'è voluto andare indoe volea lui!"


(Listening to: Barry White - Can't get enough of your love)

Wednesday, 1 October 2008

Lo Charmant

Oggi sul bus, seduto dietro di me, c'era un ruspante impiegato in viaggio di lavoro che nell'ordine: ha chiamato la fidanzata (probabilmente rimasta nella terra d'origine) congedandola successivamente dicendole che si sarebbe fatto sentire lui domattina alle 9; ha telefonato a una collega del luogo e si è messo d'accordo per una cena Venerdì:"Così Sabato sei già qui per quel discorso di quelle pratiche che dobbiamo sistemare"(!!!), infine ha attaccato bottone con la tipa seduta dietro di lui che dopo tre minuti già sghignazzava gaudente.

Nel frattempo accanto a me si era seduto un tipo caruccio che quando è giunto alla sua fermata mi ha salutato.
Mi ha detto:"Arrivederci".

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Guardando la Carrà mentre mi faccio i suffumigi, scopro che mia madre conosce a memoria il ritornello della canzone dei Sonohra.

Sono nata nell'epoca sbagliata.


(Listening to: The Smiths - This Charming Man)

"Arrivederci"? ... A me?

Monday, 7 April 2008

Ah ecco!

Firenze, ore 19 circa, fermata del bus: incontro un mio vecchio compagno di Facoltà, soprannominato il parassita...

Parassita: Ciao C., come stai? E' da tantissimo che non ci si vede, allora? (soliti convenevoli, soliti aggiornamenti)
Calanta: Mah, dai, abbastanza bene, un po' indaffarata..ma..
P.: Eh un po' si vede..
C.: Cioèèèèèèè? (oh, ma cosa vuoi non ti vedo da una vita e ti prendi 'ste confidenze?Comunque dissimulo autoironia e controllo)
P.: No, dico si vede che sei un po'... schizzata ..ma va tutto bene?
C.: 0__o Va be' ma lo sai che una simil-profe di Inglese non può essere serena, è una questione deontologica... (non mi avrai, parassita, non cedo!)
P.: Io stasera vado a vedere Bertinotti al Puccini.
C.: ......... Io forse vado a un concerto jazz!
P.: Ma allora come sei messa con 'ste elezioni? Hai deciso?
C.: Uhm, mi sa che appartengo ancora alla folta schiera degli indecisi.
P.: Ma come? A una settimana dal votoooooooo???
C.: Calma, Calma.
P.: Mah, mi deludi, Calanta, ti facevo più donna decisa, comunque sì, vedi di informarti il più possibile in questa settimana..
(Calanta's thought: Ma anche no...)

P.: Dai, chissà quante cose avrai da raccontarmi, che hai fatto? Il cuore come sta?
C.: Parliamo di politica, che è meglio!
P.: Non ti sarai mica innamorataaaa??
(C's thought: O questa? Perchè, scusa, nel caso dovrei rendere conto a te?)
C.: Dai, su, che mi vien la lacrimuccia. . (bugia, ma a quel punto..)

Fortunatamente arriva il mio bus

P.: Comunque, ti volevo dire che c'è una mia amica che si candida per la Sinistra Arcobaleno, magari te la faccio incontrare una sera alla Casa del Popolo...


(Listening to: Billie Holiday - Strange Fruit)